martedì 26 gennaio 2010

Gli ovis molis del biscottamento (cronaca - altamente in ritardo - di un incontro di ciàcole in cucina)

Io e Carola ci conosciamo da pochi mesi ma sembriamo delle amiche di vecchia data. Abbiamo organizzato insieme la “giornata del cavolo” di Padova, per la presentazione del libro di Sigrid. Proprio quel giorno ho finalmente stretto finalmente la mano anche a Patricia, dopo qualche scambio di messaggi trasversali proprio nella piazzetta del Cavoletto, ed è stata subito simpatia reciproca. Amante del clima natalizio più di Csaba Dalla Zorza, è l’incosapevole colpevole di un mio raid per l’acquisto di coperte in pelliccia ecologica che tuttora riscaldano le serate della Babuska family davanti alla tivù. Di Roberta ho sempre ammirato le opere (i dipinti, ma anche i gioielli) e avevo proprio voglia di conoscerla. Non è stato difficile convincerla, nonostante abbia tentato di trincerarsi dietro alla sua “orsitudine” di regina delle nevi. E che dire di Elisabetta? Ho tutti i suoi libri, li adoro, e una volta è successa una strana cosa per cui nel blog di Sigrid (madre di tutti noi foodbloggers) io consigliavo di leggere il suo “Quaderno dei frutti spontanei” nel minuto preciso in cui lei commentava lo stesso post.
L’occasione di trovarci tutte insieme (mancava solo Theodora di Puracucina, causa sciopero dei treni, ma ci rifaremo...) ci è stata offerta proprio da Carola, che ci ha invitato nella sua Casetta delle pesche per una seduta di biscottamento pre-natalizio. E ce lo racconti mò, che Natale è passato da un pezzo? Beh, ehm, sì, anzi mi scuso per il ritardo ma i miei tempi ultimamente sono un po’, come dire?, dilatati. Se preferite cronache più sul pezzo leggete qui, qui, qui e qui.
La location. La Casetta delle pesche si trova nella campagna veneziana ed è un posto incantevole. Circondata da seicento peschi, è la cucina che tutti noi sogniamo, splendidamente arredata e con armadi e cassettoni pieni di tutti gli accessori che ognuno possa desiderare di possedere...
Che cosa abbiamo cucinato. Sablées al cioccolato con pistacchi (Carola), ovis molis (Carola e Elisabetta), bis di torroni “quasi macrobiotici” con frutta secca e semi (Roberta), cake miele e spezie (Elisabetta), alfajores de maicena, (Patricia), biscotti di vetro e piccoli frollini di Natale (io).
Che cosa abbiamo mangiato. Le favolose verdure al miele con polenta al gorgonzola, in onore di Sigrid che è sempre presente negli incontri tra spentolatori, visto che queste conoscenze così preziose nascono dal suo Cavoletto, per poi prendere vita propria.
Di cosa abbiamo parlato. Ah, cinque donne chiuse in una cucina di cosa potrebbero mai parlare? Di cucina, di famiglia, di figli... di cucina, di cucina, di cucina! :-)
Quant’è durato. Fino a pomeriggio inoltrato, e ce ne siamo andate solo perchè il dovere di mamme ci chiamava (bravi tutti i mariti, che ci hanno permesso una domenica di gioiosa libertà). Sennò saremmo potute stare lì per giorni, in una sorta di Grande Fratello delle padelle in cui non ci siamo mai e poi mai sentite “rinchiuse”, ma piuttosto a casa. Anzi a Casetta. Grazie a Carola e grazie a tutte, amiche mie.
La ricetta. Natale è ormai trascorso, perciò i miei biscotti di vetro sono momentaneamente passati di moda. Ecco dunque la ricetta degli ovis molis realizzati da Carola ed Elisabetta (sulla base delle indicazioni di Roberta Molani / Peccati di gola). La Gegè li ha letteralmente adorati, rinunciando pure all’amato biberon mattutino per scofanarseli prima di scuola. Assolutamente da provare.
Ingredienti: 200 grammi di farina 00, 200 grammi di burro, 100 grammi di fecola, 100 grammi di zucchero a velo, 5 tuorli sodi, sale qb, confettura di albicocche, vaniglia 1 cucchiaino (macinata) o 1 bustina di vanillina.
Preparare la frolla con farina, fecola, zucchero, vaniglia, sale e i tuorli sodi, sbriciolati passandoli attraverso un colino a maglie fini. Unire il burro morbido a pezzetti, lavorare velocemente e lasciare riposare. Suddividere il composto in quattro parti uguali, formare dei filoncini che andranno a loro volta suddivisi in tante palline. Appoggiarle sulla carta da forno e creare al centro, con il pollice, un incavo da farcire con confettura di albicocche (l’ideale sarebbe farlo a metà cottura, cioè dopo circa 8 minuti, ma è un’operazione che si può tranquillamente effettuare prima di infornare). Cuocere a 185 gradi per 15 minuti circa.

Sorpresa: il broccolo fiolaro negli zaleti...


Ho ricevuto uno splendido mazzo di “fioi”. Freschi e croccanti. E ovviamente son finiti in pentola. No, non ci manca una “erre”. Ho scritto “fioi” – non fiori – ed è proprio così. Trattasi di un centinaio di gambette di broccolo fiolaro di Creazzo De.Co. (denominazione comunale di tutela creata da Veronelli). Quelli veri, seminati, coltivati e raccolti da novembre a febbraio a 240 metri sul livello del mare, baciati dal sole dei dolci declivi delle colline poco sopra il paese di Creazzo, per l’appunto. Crucifere, parenti dei cavoli, dei cavoletti di Bruxelles, dei broccoli romani e di altre decine di specie, con le quali hanno in comune un’infinità di proprietà curative. (continua su Buona forchetta)